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Project Cottontails: digitalizzazione virtuosa al Museo Civico di Manduria con gaming avvincente e serietà scientifica

Introduzione

Siamo molto felici di potervi raccontare oggi un avvincente progetto di gaming e digitalizzazione delle collezioni realizzato al Museo Civico di Manduria, un museo locale che è riuscito a coniugare con successo rigore scientifico, storytelling e gamification. Ecco «Project Cottontails», un’avventura narrativa ambientata all’interno del museo e incentrata sulle collezioni digitalizzate, distribuita su piattaforma Steam per PC e giocabile gratuitamente. Il gioco è stato reso disponibile da pochissimi giorni [n.d.r. se non resistete alla curiosità potete trovare il link alla fine dell’articolo].

Copertina del gioco Project Cottontails. Illustrazione raffigurante un giovane aviatore americano della II guerra mondiale ritratto di profilo su sfondo nero..
Project Cottontails: la copertina del gioco sulla piattaforma Steam.

Per scoprire tutti i particolari di questo progetto ce lo siamo fatto raccontare da Federica Lacaita, project manager di «Project Cottontails» e storica dell’arte, che con la Cooperativa Spirito Salentino A.R.L. (che gestisce i servizi del Museo Civico di Manduria), l’ha seguito in ogni fase del percorso assieme al team di sviluppo Sezione 1.

Partiamo dagli inizi, come è stato finanziato il progetto?

Abbiamo colto l’opportunità di avvalerci di fondi europei: con la Cooperativa Spirito Salentino A.R.L. e il supporto del team di sviluppo Sezione 1, abbiamo partecipato al bando PNRR – Missione M1C3 «Turismo e Cultura 4.0», nell’ambito dell’Azione A2 per l’innovazione digitale nei settori culturali e creativi.

Quanto tempo ha richiesto il progetto?

Il progetto è iniziato nel 2023 con l’individuazione del bando di finanziamento PNRR, quindi abbiamo proceduto alla richiesta di ulteriori finanziamenti collaterali e abbiamo atteso i tempi tecnici per l’erogazione. Complessivamente il tutto ha richiesto circa un anno e mezzo. Una volta assicurati i fondi abbiamo iniziato a lavorare rapidamente e a marzo 2024 siamo arrivati a presentare il progetto, già in una fase avanzata, alla Fiera Pessima di Manduria.

Come è composto il team di progetto? Quali competenze sono state coinvolte?

Il team di progetto è composto da tre persone: un modellatore 3D, Andrea Semeraro, un programmatore, Giovanni Carrozzo, e io stessa, principalmente in veste di project manager ma anche operativa in diverse fasi della modellazione digitale e del sound design. Tutti professionisti attivi sul territorio locale. Andrea Semeraro ha materialmente realizzato le acquisizioni fotografiche e si è occupato del lavoro di ripulitura delle scansioni e di ottimizzazione dei modelli 3D per l’utilizzo nel gioco. Giovanni Carrozzo ha creato la meccanica di interazione degli oggetti all’interno del gioco, corrispondenti ai cimeli che compongono la collezione del museo, e le opzioni di accessibilità per gli ipovedenti.

Quali procedure sono state utilizzate per la riproduzione delle ambientazioni e degli oggetti? Com’è stata portata avanti la realizzazione, quali sono stati i soggetti coinvolti?

Il flash Godox AR400 utilizzato per le riprese.

Il gioco è stato sviluppato in Unreal Engine 5, con una pipeline collaborativa che integra diversi software come RealityCapture, Maya, ZBrush, Substance Painter, Substance Designer e Photoshop. Per l’acquisizione è stata utilizzata una fotocamera Nikon D850 equipaggiata con flash Godox AR400, sono stati realizzati oltre 16000 scatti fotografici tra oggetti e fotogrammetria degli ambienti, ai quali è seguito un lavoro meticoloso di ripulitura, modellazione tridimensionale e applicazione e personalizzazione di trame superficiali per rendere le digitalizzazioni il più simili possibile alla realtà.

Come è stata assicurata la correttezza nella trasposizione dei materiali nell’equivalente digitale?

Ho supervisionato personalmente, come project manager oltre che come storica dell’arte, ogni fase della digitalizzazione, assicurandomi sia del corretto maneggiamento degli oggetti sia dell’acquisizione e della resa dei dati reali con la massima fedeltà. Ad esempio nella scansione dei cimeli, è stato necessario intervenire manualmente sulle mappe per il PBR (Physically Based Rendering) e sulla geometria 3D, poiché la loro acquisizione è tutt’altro che perfetta nella maggior parte dei casi. Le cause principali sono i punti ciechi di alcuni oggetti o la bassa densità di “feature points” per la generazione della nuvola di punti. L’interno di un caschetto o un berretto, ma anche oggetti molto speculari e con colorazioni piatte sono difficili da scansionare tramite la fotogrammetria, rendendo necessario l’intervento degli artisti.
Dopo la presentazione alla Fiera Pessima di Manduria, nel marzo 2024, il progetto ha subito un’accelerazione, siamo entrati in contatto con studiosi di storia locale – tra cui anche la figlia del primo fondatore del Museo Civico –, che ci hanno fornito riscontri continui, è stato un processo artigianale di costruzione del sapere a cui la comunità locale ha risposto in modo vivace.

Qual’è il pubblico di riferimento di questo progetto? Quali considerazioni vi hanno portato a identificarlo?

Il nostro obiettivo iniziale era quello di catturare l’attenzione dei giovani, il target era la fascia d’età 14-20 anni, perché è uno dei segmenti demografici in cui il museo ha meno affluenza. Abbiamo così pensato allo strumento del videogioco, del gaming, per attirare questa fascia di pubblico. Successivamente, durante lo sviluppo del progetto è diventato chiaro che c’era interesse da parte di un pubblico più ampio. Con il lavoro di documentazione e digitalizzazione è stato realizzato anche un supporto utilissimo alla ricerca storica, con la possibilità per la comunità scientifica di esaminare da remoto i documenti storici custoditi nel museo, con grande definizione. Per questo abbiamo incontrato già dalle prime fasi l’interesse di studiosi che ci hanno contattato attraverso le pagine social del museo esprimendoci apprezzamento.

Sono state fatte delle considerazioni dal punto di vista dell’accessibilità?

All’interno del gioco sono presenti alcune opzioni di accessibilità come sottotitoli per le persone sorde e i controlli video di Steam per regolare l’aspetto per persone ipovedenti. All’interno del museo abbiamo realizzato un percorso tattile con una selezione di oggetti digitalizzati dalle collezioni e stampati in 3D, che sono a disposizione di tutti i visitatori per l’esplorazione tattile. Per il momento si tratta di 6 oggetti, tra cui due tipologie di elmetto tipiche della seconda guerra mondiale, due spille da aviatore, un anello da aviatore, ed è in progetto una riproduzione del sistema di puntamento Norden [n.d.r. una dotazione dei bombardieri americani che permetteva di calcolare con esattezza l’istante di sgancio per centrare l’obiettivo designato].

Quali sono i vantaggi che pensate trarrà il Museo Civico di Manduria da questo progetto?

Intanto siamo già molto felici di avere attirato positivamente l’attenzione e l’interesse dell’amministrazione locale, poi, come dicevamo prima, l’obiettivo è coinvolgere i giovani e ci aspettiamo che questo sia uno dei vantaggi principali di questo progetto. Abbiamo scelto di lavorare con il videogioco perché siamo convinti che possa essere uno strumento molto valido, siamo ispirati da esempi virtuosi come la saga polacca di «Kingdom Come: Deliverance» in cui eventi e ambienti della Boemia del quindicesimo secolo sono riprodotti con grande attenzione al dettaglio storico.

Scansione della guida museale nella sua versione RAW (versione a sinistra) e ottimizzata per l’utilizzo in-game (versione a destra). La guida apparirà in un aggiornamento di Project Cottontails.

Come si relaziona questo progetto di digitalizzazione con la dimensione fisica del patrimonio del Museo Civico?

C’è una relazione molto stretta, non è possibile pensare il progetto di digitalizzazione senza la dimensione reale del museo. Allo stesso tempo si tratta di un progetto che può anche essere fruito autonomamente grazie alla flessibilità propria del mezzo digitale, ma in cui si trovano sempre rimandi costanti al museo. Possiamo dire che questa esperienza digitale sia propedeutica alla visita fisica al museo. Dai riscontri che abbiamo avuto finora il binomio digitale-reale costituisce un workflow che funziona. In futuro oltre a consolidare questa esperienza vorremmo anche esplorare altre dimensioni, sviluppando anche le numerose e interessantissime vicende emerse durante la ricerca storica preliminare. Infatti, anche la storia alla base dell’avventura narrativa di Alessio, il protagonista di Project Cottontails è tutta storicamente documentata, si tratta di fonti che sono state donate al Museo Civico da Robert Sachs, figlio di Monroe Sachs, veterano statunitense della seconda guerra mondiale. Robert Sachs ha fatto un lavoro magistrale di ricostruzione delle vicende del padre e ha raccontato una storia incredibile, assolutamente meritevole di essere condivisa.

Come è strutturato il gioco? C’è un obiettivo da raggiungere? Quanto dura?

Il gioco è pensato come un’avventura narrativa, il giocatore veste i panni di Alessio, un giovane curioso che visita il Museo Civico di Manduria con l’obiettivo di ricostruire il passato di suo nonno, un aviatore del 450° Gruppo di Bombardamento della USAAF, di stanza a Manduria durante la Seconda Guerra Mondiale. L’obiettivo di gioco è un espediente per collegare l’esplorazione degli ambienti e delle collezioni del museo. Se un giocatore vuole fare lo lo «speed runner» l’avventura si può completare anche in una decina di minuti, ma se ci si prende il tempo per osservare con attenzione le ambientazioni, per studiare tutti i documenti e i cimeli presenti, apprezzarne le forme e le texture e leggere i testi collegati, allora si può superare anche l’ora di gioco: tutti gli oggetti e i cimeli sono completamente tridimensionali e possono essere ruotati e ingranditi a piacimento, si tratta di oltre 100 elementi. Lo abbiamo pensato come un’esperienza breve e agile perché destinata anche a un target di pubblico scolastico, ovvero può facilmente essere utilizzato in classe come sussidio didattico per le spiegazioni o per la preparazione alla visita al museo.

VIDEO: Project Cottontails teaser trailer

Come siete arrivati alla distribuzione su Steam? Si tratta di una procedura complessa?

La distribuzione su Steam è una procedura molto semplice, a livello burocratico si è trattato delle stesse dichiarazioni da fare per un piccolo shop online. Si passa direttamente attraverso la supervisione di Steam, si aspetta il riscontro dei revisori e una volta che la pagina del progetto è stata approvata si è in rete. Volendo quantificare le tempistiche, per l’approvazione ci sono volute circa due settimane dal nostro primo inoltro a Steam di una versione (build) giocabile di Project Cottontails.

A livello pratico come avete portato avanti il lavoro di sviluppo?

Abbiamo lavorato utilizzando il client Fork per scambiare dati e aggiornamenti su Unreal Engine. Il lavoro è stato svolto in full smart-working sul lato programmazione ed in sede solo io e l’artista 3D.

VIDEO: In the making – video backstage della lavorazione di Project Cottontails

Project Cottontails è sostanzialmente costituito da dati informatici: dove sono conservati i dati del progetto? Chi ne è proprietario?

Il museo possiede una copia su hard disk in cui sono contenuti tutti i dati della fotogrammetria, le sceneggiature, le colonne sonore. Numerosi materiali sono stati ridisegnati personalmente da me con Substance Designer perché alle scansioni non risultavano fedeli alla realtà. Delle scansioni abbiamo conservato le versioni normal, che mantengono l’illusione di profondità che dà la porosità. I colori sono stati realizzati con Substance. La proprietà dei dati è naturalmente del Museo Civico di Manduria, la proprietà intellettuale del progetto è stata condivisa tra gli autori, ovvero la presidente della cooperativa, il modellatore 3D e me stessa.

Quali sono i prossimi passi di Project Cottontails? Ci sono altri progetti all’orizzonte?

Abbiamo voluto rilasciare il progetto in accesso anticipato early access proprio perché volevamo che fosse giocabile prima possibile anche nel mentre completiamo altre parti. Adesso ad esempio ci dedicheremo al perfezionamento dell’avatar di una guida, che sarà inserita negli scenari. L’acquisizione iniziale del modello 3D della guida, per il cui avatar mi sono prestata personalmente, è risultata di livello più che soddisfacente nonostante abbiamo utilizzato un set di ripresa davvero minimale, formato da cinque telecamere, anziché le decine di apparecchi utilizzati normalmente per questo tipo di attività. Adesso ci sarà soprattutto lavoro di programmazione per perfezionare quanto acquisito e animarlo in modo fluido.
Per il futuro le possibilità potrebbero essere anche quelle di ampliare questa esperienza digitale, il Museo Civico sta acquisendo nuovi materiali, pertanto possiamo pensare di continuare ad accrescere anche il museo virtuale con nuove scansioni e scenari.

Gioca a Project Cottontails! – Link Steam

VIDEO: Manduria, Fiera Pessima 2024presentazione di Unreal MuseumProject Cottontails