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Quando il suono si fa segno: Manuela Scannavini porta a Roma vent’anni di ricerca artistica

L’inaugurazione sabato 18 aprile a Spazio Sferocromia

Un’esposizione che intreccia pittura contemporanea, musica e sperimentazione materica nel cuore di Monteverde Vecchio. Dal 18 aprile al 16 maggio 2026, con vernissage sabato 18 aprile alle 18:30, Spazio Sferocromia a Roma ospita “Quando il suono si fa segno”, nuova mostra personale di Manuela Scannavini. Un appuntamento che restituisce al pubblico oltre vent’anni di ricerca artistica, dove l’esperienza sonora si trasforma in gesto, materia e immagine.

Una mostra che nasce dall’ascolto

Il titolo dell’esposizione non ha solo una funzione evocativa, ma descrive con precisione il cuore del progetto: rendere visibile il suono, trasformare la musica in traccia pittorica. Alcune delle opere di Manuela Scannavini nascono infatti dall’ascolto delle composizioni del Maestro Carmelo Travia, in un dialogo generativo tra linguaggi differenti. L’artista traduce vibrazioni, pause, intensità e ritmo in superfici materiche e campiture cromatiche, superando i confini tradizionali tra arti visive e dimensione musicale. “Collaborare con gli altri artisti per me è vitale” – spiega Manuela Scannavini -, “mi permette di spostare il mio centro e vedere le cose in modo più completo. Il processo non è facile, ma con gli artisti con cui mi relaziono ci deve essere un sentire comune. Di sicuro io mi metto in una condizione di ascolto, in una relazione in cui la stima è alla base di tutto”.

Manuela Scannavini, “Colgo un fiore per ogni nota spesa”, pigmenti e olio, dimensione 150 cm per 150 cm.

Un composito percorso espositivo

La mostra – accompagnata da un curato Catalogo pubblicato da Al3viE di Raffaella Polverini, con il contributo critico di Eugenia Querci – si sviluppa attraverso un itinerario multidisciplinare che comprende cinque grandi opere pittoriche, una serie di litografie, un’installazione, taccuini di lavoro e prove d’autore, fotografie di backstage realizzate da Ilaria Turini e due video dedicati al processo creativo. Il primo, che prende il titolo della mostra, “Quando il suono si fa segno”, è stato immaginato dalla stessa artista dopo aver ascoltato il primo brano del Maestro Carmelo Travia, “Silver Smoke”. Dopo aver generato dei segni con il carboncino e le pitture, l’artista ha immaginato che una ginnasta potesse fluttuare tra le opere. Così, una grande professionista come la coreografa Giulia Rosolin ha seguito il progetto, poi interpretato da Sofia Biancari, giovanissima promessa della ginnastica ritmica, appena quindicenne, terza classificata al campionato regionale della Federazione. Regista del video Jacopo Brucculeri e direttore della fotografia Lorenzo Lattanzi, entrambi hanno accompagnato con attenzione e delicatezza Sofia durante la registrazione, mentre la fotografa Ilaria Turini, immortalava, in bianco e nero, i momenti più significativi. Più intimo il video narrato, una vera e propria opera da ascoltare, con calma, un momento immersivo all’interno dell’itinerario espositivo. Qui si inserisce il secondo brano di ispirazione del Maestro Carmelo Travia, “Zirconio” che ha spinto l’artista a dipingere due opere di grande formato: “La farfalla” e “Allora mi sono fatta sasso”. A questo video – che sarà fruibile anche dopo la mostra, su piattaforme in rete – hanno invece collaborato l’attrice Francesca Ritrovato e Alessandro Chiappini, fonico e montatore, nonché un autore molto caro all’artista, Giulio Marzaioli, insieme a Tic Edizioni.

Manuela Scannavini, “Rimanere non è facile”, pigmenti e olio, dimensione 150 cm per 150 cm.

Pittura materica tra emozione e astrazione

La ricerca di Manuela Scannavini si distingue per un uso raffinato della materia: gesso, carta, fibra naturale, pigmenti, polvere di marmo, biochar, foglie di loto, fibra di vetro, tessuti e oro zecchino diventano strumenti espressivi e narrativi. Le tele, pur collocandosi nell’ambito dell’astrazione, custodiscono una forte dimensione emotiva. Sono paesaggi interiori, costruiti attraverso stratificazioni e segni che raccontano relazioni, memorie e stati d’animo.  

Spazio Sferocromia

Ad accogliere la mostra e ad organizzare il vernissage di sabato 18 aprile è Spazio Sferocromia, laboratorio indipendente fondato da Umberto Ippoliti in una ex officina trasformata in luogo di confronto culturale e produzione artistica. Più che una galleria tradizionale, Sferocromia è dalla sua fondazione uno spazio vivo, dedicato alla sperimentazione e all’incontro tra artisti e pubblico. Dal 2024 Manuela Scannavini lavora stabilmente in questo atelier, dove hanno preso forma molte delle opere ora esposte. Con “Quando il suono si fa segno”, Manuela Scannavini firma qui una mostra intensa e coerente, capace di sintetizzare vent’anni di ricerca in un percorso dove il suono diventa immagine e la materia si fa linguaggio. Un invito a guardare oltre la superficie dell’opera e ad ascoltare ciò che la pittura può mostrare.

INFORMAZIONI UTILI

Mostra: Quando il suono si fa segno
Artista: Manuela Scannavini
Sede: Spazio Sferocromia, Via Ippolito Pindemonte 30/b, Roma
VERNISSAGE: Sabato 18 aprile 2026, ore 18:30
Apertura mostra: dal 18 aprile al 16 maggio 2026 solo di sabato dalle 16:30 alle 18:30
Ufficio stampa: Diana Daneluz | dianadaneluz410@gmail.com | +3933957853778

Diana Daneluz