AccessibilitàFont accessibile per i musei: 3 soluzioni per leggibilità e dislessia

Font accessibile per i musei: 3 soluzioni per leggibilità e dislessia

La scelta tipografica nei canali digitali museali non è una questione estetica: è un atto di progettazione inclusiva. Tre font accessibili – Atkinson Hyperlegible, EasyReading e OpenDyslexic – offrono oggi risposte distinte a bisogni distinti, tutti presenti nel pubblico dei musei. Adottare un font accessibile per i musei significa migliorare la comunicazione per tutto il pubblico e ridurre le barriere per persone ipovedenti, lettori con dislessia e visitatori con affaticamento visivo, che rappresentano una quota tutt’altro che marginale dei fruitori culturali.

Font accessibile per i musei - alcune lettere e numeri del font Atkinson Hyperlegible Regolare
Font accessibile per i musei – alcune lettere e numeri del font Atkinson Hyperlegible Regolare

Atkinson Hyperlegible: progettato per l’ipovisione

Sviluppato nel 2019 dal Braille Institute of America e intitolato al suo fondatore J. Robert Atkinson, il carattere Atkinson Hyperlegible ha vinto il Fast Company Innovation by Design Award e nel 2024 è entrato nella collezione permanente del Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum. La logica progettuale è opposta a quella della tipografia convenzionale: anziché uniformare le forme, esaspera le differenze tra i singoli glifi. Lettere con occhielli interni ampi, coppie speculari differenziate (b/d, p/q), speroni angolati e code allungate rendono ogni carattere immediatamente distinguibile anche in condizioni di visione sfocata.

La famiglia oggi comprende tre varianti: Atkinson Hyperlegible (originale, quattro stili), Atkinson Hyperlegible Next (introdotta nel 2025, sette pesi con versione variabile, supporto per oltre 150 lingue) e Atkinson Hyperlegible Mono (carattere a spaziatura fissa, utile per tabelle e ambienti di codice). Tutte sono gratuite per uso personale e commerciale. Per i siti museali, è disponibile via Google Fonts con integrazione CSS diretta.


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EasyReading: il font italiano validato per la dislessia

EasyReading nasce da quasi un decennio di studi condotti dalla società torinese EasyReading Multimedia e ha ricevuto parere positivo dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) per le sue specifiche caratteristiche grafiche. Il progetto adotta un approccio Design for All, in cui la diversità non è un problema da compensare ma un valore da integrare nel processo di progettazione.

Il font è ibrido: presenta contemporaneamente lettere con grazie (serif) e lettere senza grazie (sans-serif). Gli spazi tra i caratteri sono calibrati per contrastare il cosiddetto crowding effect – l’affollamento percettivo che rende difficile isolare le singole lettere nel flusso del testo. Il sistema include 1.528 caratteri in sei stili e supporta alfabeto latino esteso, cirillico e greco. A differenza degli altri due font considerati, EasyReading è soggetto a licenza commerciale, rilevante da valutare nella pianificazione dei costi di progetto.


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OpenDyslexic: open source per ambienti digitali leggeri

OpenDyslexic è un carattere tipografico progettato per contrastare alcuni dei sintomi più comuni della dislessia ed è distribuito con licenza SIL-OFL, che ne consente l’uso libero per progetti personali, commerciali, educativi e applicazioni digitali senza alcun costo obbligatorio. Il principio tecnico centrale è il peso asimmetrico dei glifi: le lettere hanno una base visivamente più pesante rispetto alla parte superiore, riducendo il fenomeno della rotazione percettiva che porta i lettori dislessici a scambiare b con d o p con q. La soluzione è meno raffinata di EasyReading sul piano tipografico, ma la sua leggerezza e la licenza completamente aperta la rendono adatta a implementazioni rapide su app e interfacce web con risorse limitate.

Quale font accessibile scegliere per il museo

I tre strumenti rispondono a esigenze diverse e non si escludono. Atkinson Hyperlegible Next è la scelta più versatile per siti e totem: gratuito, pluripremiato, con ampia copertura linguistica e sette pesi che consentono una gerarchia tipografica completa. EasyReading è preferibile dove la dislessia è un requisito esplicito del progetto – materiali educativi, didattica museale, pubblicazioni per scuole – e il budget consente la licenza. OpenDyslexic è indicato per prototipi, strumenti digitali secondari o app sviluppate con risorse limitate che necessitano di accessibilità immediata.

La Direttiva UE 2019/882 e il D.Lgs. 82/2022 vincolano già i canali digitali degli istituti culturali pubblici agli standard WCAG. La tipografia è il punto di ingresso più accessibile – in tutti i sensi – per avvicinarsi alla conformità.


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